Tra Scienza e Fede

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    di   dott. Rinaldo De Angelis diacono

    Santi, teologi, filosofi, scienziati, in tanti hanno affrontato la “questione” del rapporto tra questi due movimenti del pensiero umano nel corso della storia, partendo da divergenze profonde che pian piano si sono poi avvicinate, fino a scoprirsi sempre più convergenti. Senza pretese voglio scrivere delle riflessioni, naturalmente senza volermi accodare per meriti, ma per unirmi al vostro pensiero, tenendo ben presente che questa resterà sempre una questione aperta. Come sono abituato a fare, voglio partire dalla definizione dell’oggetto: la scienza è definita come “un sistema di conoscenze ottenute attraverso un’attività di ricerca prevalentemente organizzata con procedimenti metodici e rigorosi, coniugando la sperimentazione con ragionamenti logici, condotti a partire da un insieme di assiomi”.  La Fede invece, come “l’adesione ad un messaggio, fondata sull’accettazione di una realtà invisibile, la quale non risulta immediatamente evidente e viene quindi accolta come vera, nonostante l’oscurità che l’avvolge”. Essa consiste quindi nel ritenere possibile ciò che ancora non si è sperimentato o che non si conosce personalmente. È da quest’ultima definizione che vuole partire la mia riflessione.  Ricordo che in un convegno scientifico, un autorevole relatore disse che la scienza non fa parte della cultura moderna, e aggiunse che della scienza noi conosciamo solo le invenzioni tecnologiche, senza però porci la domanda di come essa è nata. Mi colpì la ferma affermazione con cui sottolineò che la scienza era nata per un atto di fede, di chi, osservando la materia osservabile, constatò che esiste quella “Logica” per cui nulla è caos. La materia l’ha fatta Colui che ha fatto il mondo e per comprendere c’è una sola strada: fare domande! Comprenderemo allora che non basta l’intelligenza ma che la scienza è il punto fondamentale che si coniuga con la fede. Giovanni Paolo II, nella sua enciclica “Fides et ratio”, sottolineava con fermezza che scienza e fede sono entrambi dono di Dio e che noi non siamo figli del “caos”; le leggi fondamentali della natura sono le prove che esiste Chi regge il mondo. L’uomo è sempre alla ricerca di scoprire cose più grandi, perché questo è nella sua natura. Per questo la creatura è protesa verso il Creatore, ma non sa quale è la strada che ha scelto Colui che ha fatto il mondo. Attenti allora, là dove per il progresso della scienza si creano zone di frontiera, dove non è evidente quale sia il vero bene dell’uomo, è bene astenersi dal dare giudizi affrettati, per non creare inutili divisioni. Nutro fiducia sul senso di responsabilità e sul rispetto dei parametri invalicabili della dignità di ogni esistenza umana. Il progresso scientifico non si può fermare, ma lo si può aiutare ad essere sempre più responsabile. Non si tratta solo di appellarsi alla fede o alla religione, ma di indirizzarci sul senso etico che ciascuno di noi ha nel cuore, per far sì che l’uomo non danneggi l’uomo, ma che lo serva e promuova i valori fondamentali della sua dignità. Pertanto, ogni studioso deve impegnarsi a tratteggiare il valore della persona alla luce della divina Rivelazione.

     

     

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